venerdì 19 dicembre 2014

Innamorarsi a Porto

8-11 Novembre 2014
written by Elena (e Manuele)
 

Il primo volo del piccolino. E il primo volo di un ometto consapevole.
Siamo partiti un sabato mattina da Orio, il volo era alle 6.45, quindi alle 4.30 abbiamo caricato un Enea in stato comatoso (non ha mai dato segni di sveglia) e un Samuele attivissimo ed eccitatissimo, e siamo partiti per l'aeroporto.
Volete sapere quanto abbiamo pagato il volo? Quasi me ne vergogno. Ryanair, ti amo, 160 euro di 4. Più 50 di assicurazioni.
Enea alla fine si è svegliato passando i controlli, perchè ho dovuto toglierlo dal mei-tai dove dormiva come un ghiro.

E' stata una bella emozione, un volo sopra le nuvole, con il sole a darci il buongiorno. I piccoli sono stati bravi dai, ovviamente dovrei chiedere conferma ai vicini...
Una volta atterrati, siamo passati in modalità ferie, quindi ieppa ieppa, colazione in aeroporto. Con 35 minuti, e 1,55 euro se non erro, la metro ti porta direttamente in centro.
Con Airbnb.com abbiamo prenotato un appartamento in centrissimo, ma proprio centrissimo, zona pedonale, Rue des Flores. Abbiamo pagato qualcosina in più (210 euro), ma vuoi mettere la comodità? E poi, era il nostro primo viaggio dopo qualche anno senza pensieri economici, e sì, ci siamo viziati. L'appartamento era pulitissimo, ben fornito, bello.
Porto è una città strana. Ho sentito opinioni contrastanti. Personalmente, noi ce ne siamo innamorati. Ha quell'aria decadente, coloniale, colorata, viva, vissuta. Queste case con le famose azulejos, le ringhiere di ferro lavorato, quasi a filo muro, e le catapecchie, le case abbandonate, decorate e rese magnifiche dai writers.
Noi abbiamo studiato per bene la nostra visita a Porto. Eccerto, come al solito. Diciamo che ci siamo stampati 4 robe da vedere e poi abbiamo girato dove ci portava il cuore. O i nani. O la fame. O il vino. Ci siamo rilassati moltissimo, ecco, e ce ne siamo fregati del tempo. Se pioveva allungavamo di un’ora il riposino, se usciva il sole andavamo a passeggiare, se eravamo in giro e ricominciava a diluviare ci buttavamo in un bar, senza troppi pensieri.

In sostanza è un po' difficile e inutile fare una miniguida. Possiamo elencare magari i nostri personali must see:
- La libreria Lello & Irmão (non è possibile scattare foto): un'impressionante scala a forma di 8, il legno ormai levigato dal tempo, un fascino indescrivibile. E' stata utilizzata in alcune scene dei film di Harry Potter.
- La Ribeira, magari non solo di notte. E da lì, il ponte Dom Luís I, costruito (lo direste mai?) da un allievo di Eiffel, vi porta dritti sulla riva dedicata al vino più famoso del Portogallo. Il Porto, ovviamente. Che a noi non piace, e poi era un po' impensabile una degustazione con le pesti, e quindi bevetevi un Vin Vert in un qualsiasi bar e sarete felici uguale.
- Perdersi nelle viuzze del centro, a naso in su, e in giù. Porto è una città piena di salite e discese e con un grande uomo (Samuele) che ha poca voglia di camminare siamo riusciti, sudando come le capre, a smaltire il cibo portoghese non proprio leggerissimo.
- Prendere il vecchio tram (se lo beccate....) e farvi una gita sull'oceano, la spiaggia è bianca e immensa e se beccate la via giusta ci sono una serie di ristorantini che cucinano il pesce su grandi griglie all’esterno dei locali: mare d'inverno, e scorpacciata di pesce (imperdibili le sardine).Escluderei la Casa da Musica con bambini così piccoli. Si può visitare solo con la guida (bravissima), che però parla inglese o portoghese, ci sono solo due visite guidate al giorno, e se ci sono solo i vostri due figli è la fine. Tra l'altro dura tantissimo, un'ora e mezza quasi.
Non so se tutto il paese, ma questa città in particolare dedica il proprio centro a soli negozi artigianali, o comunque non a grandi marche o catene. Ci scappa giusto qualche negozio di lusso ecco. Per dire, pure la birra, mica avete chissà che scelta. Belga, irlandese, tedesca? Naaaaaa. Nord del Portogallo: Superbock. Sud del Portogallo: Sagres.
Mangiare e bere sono molto economici. E' un piacere esagerare quindi... diciamo che mediamente, al ristorante, spendavamo una 20ina di euro in 4.
Alla fine è stata una toccata e fuga ma una bellissima esperienza per Enea (l’aeeeeeeeeoooooo) e per Samuele che diventa sempre più grande ed è un piacere spiegargli le cose quando siamo in giro.
E per noi, perché dopo tanto tempo ci voleva.. il problema è che già ora vogliamo ripetere l’esperienza con un nuovo viaggetto…
Grazie Porto, per averci fatto riassaporare il gusto dei viaggi relax.




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