domenica 18 agosto 2013

Di quella volta che abbiamo scambiato casa con degli olandesi e che abbiamo partecipato ai festeggiamenti per l'incoronazione del nuovo re belga.

16-31 Luglio 2013
written by Elena & Manuele


Quest'avventura inizia a dicembre con l'iscrizione al sito scambiocasa.com, e con la ricerca di qualcuno interessato a venire in quel "bucodiculo" dove abitiamo. E quel qualcuno l'abbiamo trovato. Olandesi, precisamente di Kerkrade. Madre padre e due figli adolescenti. Trovammo pure qualcuno disposto ad accompagnarci in quest'impresa..

Quest'avventura ha inizio con una mamma sclerata che pulisce ogni angolo della casa manco dovesse arrivare Michael Jackson a fare la cacca nel nostro bagno.

Quest'avventura ha inizio con un Draghetto che, alla tenera età di 4 mesi, pensa bene di imparare a girarsi a destra e a sinistra e di conseguenza di uscire dallo stato di ameba giusto il giorno prima della partenza.


E' un po' difficile fare un resoconto del viaggio, diviso tra lunghi spostamenti in macchina, caos nelle metropoli visitate, giorni di riposo e cazzeggio nella tranquilla Kerkrade, passeggiate nella natura e relax sorseggiando la buonissima birra.
La nostra "casa in Olanda", come dice Samuele, è nell'estremo sud dei Paesi Bassi, a 500 metri dalla Germania. Sì, la rotonda dietro casa "nostra" era già in territorio tedesco. In più anche il Belgio è ad uno sputo.


La nostra saggezza di genitori ci ha fatto decidere di spezzare il lungo viaggio per Kerkrade (circa 10 ore di guida "normale") in due tappe da 5 ore l'una. Che poi si sa, con dei bimbi così piccoli 5 ore diventano 7-8, se poi aggiungi le code non segnalate sulle bellissime ed efficienti autostrade tedesche rischi veramente di fare la giornata tra auto e stazioni di servizio.

Questo quello che abbiamo visto/fatto in ordine cronologico.

Innsbruck (A): scelta come pausa pranzo del primo giorno quindi non visitata se non da un punto di vista birrogastrononico (punto di vista molto buono comunque).

Ulm (D): scelta come tappa per dormire, non per la sua imponente cattedrale (la più alta del mondo), non per la casa più storta del mondo, non per le tapas tedesche, ma solo perchè esattamente a metà strada tra casa a Quaderni e casa in Olanda!

Ludwigshafen (D): definita dalla nostra compagna di viaggio Chiari come "perla del Reno" risulta in realtà una normalissima cittadina con una forte percentuale di asiatici/arabi e con buon ristorante messicano. Foto ricordo fatte: zero.


Kerkrade (NL): nostro punto base per tutte le tappe ed escursioni fatte, con la bellissima casa messa a disposizione dalla famiglia ospite. Kerkrade è una tranquilla cittadina con un importante festival bandistico (World Music Contest) che dura tutto il mese di luglio (per la felicità di Samuele). Lì vicino ci sono un sacco di cose carine da vedere, come l'Abbazia di Rolduc, famosa per le sue capre ruminanti e per i laghetti in cui si può far finta di pescare.


Maastricht (NL): la città più antica dei Paesi bassi ha un centro pedonale molto pittoresco, con stradine medioevali, una bellissima cattedrale rossa e dei buoni stuz di antipasto e un trattato internazione che però non abbiamo visto e siglato. Ah, pare sia famosissimo il suo carnevale.


Bruxelles (B): il nostro amico Vito ci ha ospitati per una notte e abbiamo scoperto di aver avuto la fortuna di capitare il giorno della festa nazionale che fatalità corrispondeva all'incoronazione del nuovo Re. Bruxelles dovrebbe essere una bella città tranquilla, coi suoi megapalazzi burocratici e con i suoi angoli tranquilli dove sorseggiare qualche birra di abbazia mangiando "escargotes" o cozze con le patatine, ammirando l'incredibile piazza Reale. Dovrebbe... perchè noi abbiamo vissuto, sotto un sole che nemmeno a Catania ci ha martellato così, una festa in ogni via, con elicotteri, aerei sputafumo, carrarmati parcheggiati sventolanti bandiere tricolori, dimostrazioni di pompieri, fuochi d'artificio, band che suonavano, banchetti che servivano birra rigorosamente in bicchieri di vetro.
"Allora Samuele ti è piaciutà Bruxelles?" "Meravigliosa" ".. e cosa ti è piaciuto di Bruxelles?" "I fuochi, i pompie'i, gli elicotte'i, i aeeei.. che gionnata me'avigliosa!"
PS: pare esserci un museo dove espongono tutti i costumi idioti che hanno fatto indossare alla statua del bambino che piscia... e c'è pure quello di Elvis!

Waterloo (B): abbiamo fatto una breve tappa nel tragitto verso Bruges. Il campo di battaglia di Waterloo fa abbastanza soggezione, con questo leone che sorveglia dall'alto. In 8 ore di battaglia sono morti circa 47mila persone. Non abbiamo fatto la visita a causa del sole cocente, e con i passeggini sarebbe stata dura..

Bruges (B): dopo una notte stipati nel monolocale di Vito si parte cotti per Bruges. Bellissima, ma forse sarebbe meglio d'inverno, con la nebbiolina che sale dai canali e tu che ti stringi il cappotto per sentire meno freddo. La Bruges che abbiamo visto noi è calda, caldissima e la birra dell'antica fabbrica De Halva Mann viene subito sudata fuori. Siamo riusciti a toccare la reliquia del Sangue di Cristo, con un Samuele che tra lo spaventato e il sorpreso sussurra all'orecchio di papà "Che cosa abbiamo fatto??"

Aachen (D) detta anche Aquisgrana. Tranquilla città (se non fosse per l'imponente centrale nucleare che si vede arrivando dall'autostrada), famosa per la cattedrale in cui venivano incoronati i re germanici (incluso anche Carlo Magno). Molto bella la piazza nel centro.

Amsterdam (NL): l'abbiamo odiata quasi subito. Appena parcheggiato davanti all'hotel, dopo aver fatto i numeri non capendo la segnaletica stradale, facciamo per aprire la portiera e veniamo insultati da un tipico ciclista amsterdamese: "Ma li mortacci tua aò!!!". Ecco. Se già avete qualche problema nel sopportare i ciclisti dalle vostre parti, Amsterdam non fa per voi. Qui loro hanno la supremazia su tutto, pedoni e passeggini compresi, e non osate metter piede sulla ciclabile, anche se il marciapiedi è microscopico o puntellato di ostacoli impossibili per i passeggini. Loro sono dappertutto. Escono dai fottuti muri. Abbiamo passato due giorni girovagando tra i canali e tra i locali, tra coffee shop (ehy lo sapevate che la maggior parte dei coffee shop non hanno il permesso di vendere anche alcolici?), tra metrò chiuse e tram (bisogna convalidare in biglietto anche in uscita, che assurdità). Turistico, ma carino, il giro nei canali sul barcone economico assieme agli altri poveracci che non si potevano permettere la gita lusso). Rimane un po' di amaro in bocca, forse per non esserci andati a 20 anni. Ora a 30 e passa e con prole tutto sembra assurdo, dal continuo profumo di joint nei vicoli alle signorine in mutandine in vetrina. Tanta gente ci chiedeva informazioni pensando fossimo del posto. Come dargli torto.. chi porta la famiglia in gita nella città della perversione e dell'estremo?


Kinderdijk (NL): piccolo borgo da cartolina, con parco dove puoi vedere i classici mulini olandesi.


Köln (D) detta anche Colonia: famosa per le sue birre che servono in bicchieri estremamente piccoli che ti costringono ad ordinarne un quantitativo troppo elevato. Bello il lungofiume sul Reno e la maestosa cattedrale (andateci dentro perchè lascia senza fiato).

Mainz (D) detta anche Magonza: bel borgo con tipiche case che sembrano spuntate dall'alto medioevo (e forse lo sono). Famosa per aver dato i natali a Gutemberg, il padre della stampa. Visita al museo d'obbligo.


Le stranezze: non siamo riusciti a capire se in Olanda si fa o meno la raccolta differenziata. Sta di fatto che noi quando siamo arrivata avevamo il compito di mettere fuori un bidone XL di munnezza varia (c'era vetro cibo plastica carta etc tutto nello stesso sacchetto). E non ci sono state fornite indicazioni su ciò, a parte di usare quel bidone che sarebbe stato svuotato nuovamente dopo 15 gg. Non vi dico le mosche. Insomma, anche ci fosse, la differenziata non è una cosa sentita, a quanto pare.
Poi, i motorini e le moto che viaggiano sotto i 30 km/h possono circolare senza casco. E esistono zone solo residenziali con limiti di 30 km/h.


E ora parliamo dei nani. Per quanto Samuele sia orso, devo dire che è davvero facile portarlo in giro. Per lui è tutto nuovo, tutta una sorpresa. Ogni tanto pensavamo di aver fatto un errore a non fare le vacanze al mare, visto quanto ce l'aveva chiesto ripetutamente, ma in qualsiasi città, in qualsiasi piazza, persino nelle chiese e nei musei, lui/noi trovavamo qualcosa di adatto per risvegliare la sua curiosità. Dalla statua strana, alle case storte, ai "pennarelli" che usavano una volta, alle mongolfiere, ai laghetti, tutto per lui era bellissimo. E dopo 2 ore in coda in Germania, con i genitori sclerati, una sosta in un campo e lui esclama: "Che bello papà siamo in vacanza!! Mi piace tantissimo la vacanza!". Ecco. Decisamente sono i genitori che si fanno mille problemi a portare i nani in giro per il mondo, perchè per loro non c'è nulla di più entusiasmante.
Tra l'altro appena arrivati, si è scelto la sua cameretta, e non ha mai fatto storie nè si è mai svegliato di notte. Era incuriosito dal fatto che qualcuno dormisse nel suo lettino, e di dormire nel lettino di un altro "bimbo". Quindi spesso gli raccontavamo la storia di Glen e Roy, i ragazzi olandesi che ora "vivono" a casa nostra.
Poi vabbè, i perchè non si contano e le ripetizioni continue delle stesse domande con le stesse identiche risposte..


E ora Enea. Enea che in due settimane ci sembra cresciutissimo, che ha imparato a girarsi e che se non è legato scende dal seggiolino, che gorgheggia e sorride, che si è talmente stufato di stare in macchina nei 4 gg di lunghi viaggi che appena tentavi di rimetterlo a posto dopo una pausa partiva la sirena.
Di Enea che vuole stare seduto in braccio a tavola e che tenta di afferrare tutto quello che è alla sua portata, sbavandolo copiosamente quando ci riesce. Enea che sopporta stoicamente l'orsaggine del fratello, le mani in faccia e le urla a bruciapelo.
Enea che cresce troppo in fretta per i nostri gusti. Enea, che sembra impossibile immaginarsi la vita senza di lui.


Poi vabbè, questo viaggio ha cementato la relazione tra i due fratelli, che si cercano continuamente, si sorridono, si fanno le feste e si preoccupano se l'altro piange.

Lo scambiocasa: cosa come perchè e percome.
Allora, innanzitutto ci si iscrive a un sito di scambisti (adesso voglio vedere quanti arrivano qui sul blog con idee malsane). Dopodichè, ci cerca qualcuno disponibile a scambiare casa con voi. E non credete sia facile, anzi. Bisogna trovare qualcosa adatto a sè (posti letto, numero di bagni, posizione, comfort). E poi a qualcuno deve andare bene casa vostra.
Credo che per ora il nostro più grave handicap sia la mancanza di aria condizionata.
Comunque. Ci si scambia mail, in cui si specificano tutti i dettagli dello scambio, con consigli su cose da vedere, eventuale scambio di vetture, etc etc. Si prepara un libro della casa, in cui si spiega tutto quello che dovrebbero sapere su di noi, dallo smistamento dell'immondizia, ai ristoranti vicino, a come usare la lavastoviglie.  Prima di partire è d'obbligo pulire casa, come vorreste trovarla dall'altra parte, idem prima di tornare, si pulisce casa altrui meglio che si può.
Poi tutto dipende dal buonsenso. Tipo noi che abbiamo un solo frigo e un piccolo freezer abbiamo cercato di svuotarli il più possibile. Loro ce li hanno lasciati pieni. Si cerca di liberare spazio negli armadi, di facilitare la convivenza con le proprie cose insomma. Bisogna andare via senza  paura, e soprattutto tornare senza paura. Non abbiate timore, di solito chi scambia è gente per bene. Certo, bisogna adattarsi, non tutto sarà come ce lo aspettiamo, idem per loro. Ma d'altra parte nemmeno se si va in hotel! Poi per i bimbi la comodità di avere una vera e propria casa a disposizione è impagabile.
Noi abbiamo rinnovato l'abbonamento e stiamo cercando per l'anno prossimo.

E per finire: le guide del Touring Club fanno cagare, sono noiose come poche cose al mondo.

10 commenti:

  1. Elena ma come siete riusciti a comunicare in diverse lingue? Anche le email come siete riusciti a capirvi?

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  2. Bellissimo viaggio, bellissime mete! Da fare. Per lo scambio... NEANCHE MORTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. ahaha sarebbero fortunati i vs scambisti!

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    2. non sarebbe tanto lasciare casa nostra a estranei, cosa che non mi disturba per nulla, quanto l'ignoto che ci aspetterebbe!!!

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    1. oh c'era il profilo del Torregrossa.
      C.

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  4. vi adoro! bellissimo reportage (la chiosa sul touring mi ha fatto cedere...sai che dopo il secondo parto non sono piu' a tenuta stagna con la pipi, se rido troppo) e soprattutto bell'itinerario, e' vero che ai bambini importa stare coi genitori e sentirsi bene, poi il luogo diventa il migliore del mondo anche se e' un buco di spiaggia libera italiana (non pulita) o l aiuola della stazione di servizio nel nord europa (che pero' e' pulita)!
    anche noi dietro la tendaletto, che con alice funziona mille volte di piu' che con bea, ce l ho lasciata entro a dromire con la finestra aperta per nn schiattare di caldo e al mattino usciva tranquilla per annunciarsi, ma non e' mai rotolata fuori di notte nel sonno, mentre bea se la portava dietro nei suoi ruzzolii da incubo

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  5. Ma che bello il vostro blog! E quanto mi ci ritrovo nei vostri viaggi! Anche io e mio marito amiamo viaggiare e facciamo il possibile per continuare a farlo anche adesso che ci sono i due mostriciattoli. Quest'anno siamo stati a Barcellona ed è stato un viaggio memorabile...
    Mi interessa molto lo scambio di casa, non mi sono mai iscritta perché abito in un insulso paese in provincia di Vicenza e chi ci verrebbe mai?
    Ah, sono assolutamente d'accordo sulle guide del Touring!

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    1. Beh anche noi abitiamo in un paesino di 1500 anime in culandia xD
      Però siamo comunque tra Mantova e Verona e il lago di Garda, quindi ci va bene.. Potresti provare l'abbonamento di 3 mesi e poi cercare qualcuno, non è facile però, bisogna lavorarci!

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