martedì 4 ottobre 2011

Turisti della Memoria - Diga del Vajont

02 Ottobre 2011
written by Elena


Ricordiamo, per non dimenticare mai.

Attendiamo questa gita in compagnia da tempo, e mi sembra corretto e doveroso che il nostro piccolo Samu, dopo 16 mesi di sana e robusta costituzione, si becchi raffreddore e congiuntivite. E qualche linea di febbre. Ma si sa, questi maledetti termometri digitali fanno un po' quello che vogliono loro. E quindi la domenica mattina decidiamo, in quattro e quattr'otto, di partire. Noi 3 + una fornita farmacia portatile, e altri 11 amici.

h. 9.15 - partenza dal casello di Sommacampagna (VR)
h. 12.00 - arrivo a Erto e pranzo al'Osteria "Gallo Cedrone": prezzo fisso 22 euro, comprensivo di 1 antipasto misto, 1 zuppa, tris di primi, tris di secondi, dolce, caffè, ammazzacaffè, vino e acqua q.b. Ottima scelta, mangiato bene e tanto, buono il vino della casa.
h. 14.30 - raggiungiamo l'ingresso della Diga, dove c'è la pro-loco, e dove ci attende la nostra guida, prenotata anticipatamente. Il giro ci costerà 7 euro a testa, e ci porterà a passeggiare sulla diga e a visitare la sommità della frana. Bene o male tutti noi c'eravamo preparati a questa gita, principalmente vedendo lo spettacolo di Marco Paolini e leggendo qua e informazioni e testimonianze. Quindi, la storia la conoscevamo. L'emozione viene da nostro oratore, l'informatore della memoria Italo Filippin, sopravvissuto alla catastrofe ed ex sindaco di Erto e Casso. Italo al tempo aveva 19 anni, quindi non era un ragazzino, ma un giovane ben cosciente dell'imponenza della tragedia. Tragedia, ci ripete più volte, che per i sopravvissuti cominciò DOPO il disastro, quando si cercheranno cause, colpevoli, giustizia. Lo Stato Italiano, la S.A.D.E., l'Enel, tutti cercheranno di ostacolare la ricerca della verità.
Ascoltiamo il suo racconto, e timidamente facciamo anche qualche domanda personale, perchè nelle mille sfacettature di questa vicenda, quella che mi ha più colpito è la distruzione della comunità di questi paesi: la società completamente sfaldata, la mancanza di persone di riferimento, di professionisti. Quello che prima c'era, dopo non c'è più.
Cito un passo, tratto dal sito www.vajont.net:
Scriveva Giuseppe Capraro in un suo saggio Longarone 1963-1973 - Sociologia del disastro e della ricostruzione: "Non è facile ambientarsi a Longarone; dopo dieci anni dal Vajont non si ritrova più il clima dei primi tempi........ Il centro è diventato terra di nessuno; gli incontri sono frettolosi; non ci si conosce più....... ciascuno ha il suo programma e lo segue senza confrontarlo con gli altri....... Quando ritornano a Longarone per due o tre giorni di ferie si sentono spaesati: l'hanno lasciata solo da qualche anno e a differenza di altri che l'hanno oramai dimenticata, essi provano per il paese ancora affetto ed interesse; vorrebbero comportarsi come prima; salutare quello, giocare a carte con l'altro, fermarsi a bere un bicchiere in compagnia, discutere dei problemi da risolvere....... Essi però corrono il rischio di passare per gente che si interessa troppo degli affari altrui, oppure di essere sommersi da un mare di chiacchiere e di pettegolezzi sul tale o il talaltro, che puzzano di faziosità e di partigianeria........ Ci si è forse tanto preoccupati tanto delle case, delle piazze, degli edifici pubblici, ed era giusto fare così, perché tutto era stato raso al suolo, ma non si è dato sufficiente peso alla ricomposizione delle relazioni sociali, a quell'intreccio di legami che si allacciano inevitabilmente tra persone e gruppi che abitano lo stesso luogo e lavorano negli stessi ambienti".
Ci sentiamo quasi in imbarazzo, ad ascoltare un sopravvissuto. Incapaci di cogliere nel profondo la grandezza della tragedia. Comunque contenti di questo turismo della memoria: perchè è giusto, e doveroso, non dimenticare questi fatti drammatici, anche se non ci hanno colpito in prima persona.
Ma torniamo un attimo a quello che ci si presenta davanti. La diga è un capolavoro umano di solidità e tecnologia. E' bella, e sembra nuovissima. Altissima da un lato, e dall'altro.. no. E allora pensi a questa "collina" che ti si para davanti, con i pini e le conifere. 50 anni fa non c'era. 50 anni fa era lassù, sul monte Toc. E poi giù, in blocco, un tuffo mortale nel lago artificiale. Con conseguente ondata verso Erto e Casso, e poi giù, in valle, a distruggere Longarone. Adesso la vedi, e sembra così innoqua. E chissà quanti morti nasconde tra la terra. Più tardi faremo un giro al cimitero monumentale di Longarone, e tra le varie foto, vedremo anche com'era prima la valle, e poi, con la diga e il lago artificiale. L'uomo cieco: soldi, soldi, soldi.
Un'onda d'urto - che neanche una bomba atomica come quella sganciata su Hiroshima è in grado di eguagliare - aveva preceduto l¹acqua compromettendo seriamente tutte le strutture e uccidendo smembrandoli quanti si trovavano all'aperto. Coloro i quali si accorsero che su, alla diga, qualcosa non era andato per il verso giusto non ebbero il tempo materiale di reagire, men che meno gli altri.
L'onda a Longarone si divise di nuovo: una parte risalì il letto del Piave, l¹altra, ancora molto alta e compatta, prese la direzione del mare continuando la sua opera devastatrice.
Con il riflusso delle acque il fiume livellò quanto restava di Longarone e delle frazioni limitrofe che sparirono sotto una spessa e piatta coltre di fango destinata a solidificarsi. In totale 1917 morti, dei quali 1450 nel fondo valle: l'80% dei presenti.
Tratto da http://cronologia.leonardo.it/storia/a1963d.htm

Non mi dilungo oltre, spero che questo racconto porti qualcuno di voi a far visita di persona a questi paesi.
Parliamo un po' di Samuele, visto che qui si parla di viaggi con i piccoli. Diciamo che fino a metà giornata il nostro piccolo era bello e felice e quasi sano. Da dopo pranzo, riecco prepotente la congiuntivite, il naso che cola, e a metà pomeriggio ci accorgiamo anche di qualche linea di febbre*, per fortuna sulla via del ritorno. Nel viaggio verso casa lui era allegro e tranquillo. Ok, cuore di mamma si è po' pentito, forse siamo stati egoisti a fargli fare tutte queste ore di macchina. Però, ecco, noi ci siamo divertiti! :p


*con la moderazione di papà Manuele, che vuole evitare di trovarsi gli assistenti sociali a casa! XD

8 commenti:

  1. buongiorno ragazzi, le vostre gite sono interessanti e piene di consigli di cui fare tesoro, anche a noi piace tantissimo la Sicilia anche se per la prima vacanza estiva co la Viatrix abbiamo scelto la Croazia, ma recupereremo!!

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  2. ciao valentina!! grazie mille per i complimenti :D
    io sono ancora qui che cerco la tenda ekko (o uno dei mille altri nomi) usata... uffa!!! :D
    anzi volevo chiederti: posso fare un post linkando direttamente quella pagina?! perchè la trovo INDISPENSABILE.. :D
    ps: occhio che nonostante le apparenze.. la sicilia è cara!! :/

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  3. Ehehe infatti scegliemmo la Croazia anche per motivi di budget :-) Per il link alla pagina procedi pure, anzi mi fa piacere essere di aiuto informativo ad altri..la tenda e' davvero comodissima, avete provato a cercare se si trova usata su siti stranieri di amazon o ebay?

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  4. eeeeeeeeeeee ma io lo voglio a 25 euro come te!!! XD

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  5. non so dove abitate, hai provato a vedere nei negozi di usato per bimbi tipo http://www.labirba.com/ ?

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  6. abitiamo in provincia di verona, e fatalità hanno aperto la birba sabato scorso!!! grande, dopo passo.. :D

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  7. avete fatto bene ad andarci lo stesso,tanto stare ammalati sul divano o stare ammalati all'aria aperta non fa molta differenza. anzi,almeno così era più distratto. piccolo.

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